Christian (Moulin Rouge!)

The greatest thing you’ll ever learn is just to love

and be loved in return!

 

“Sono arrivato a Parigi un anno fa. Era il 1899, l’estate dell’amore. Io non sapevo niente del Moulin Rouge, ne di Harold Zidler o di Satine; il mondo era stato travolto dalla rivoluzione bohemien, e io ero arrivato da Londra per prendervi parte. Su una collina di Parigi c’era il quartiere di Montmartre, non era come diceva mio padre “il quartiere del peccato!”, ma il cuore del mondo bohemien, musicisti, pittori, scrittori, i cosiddetti figli della rivoluzione. Sì, ero venuto a fare una vita da spiantato, ero venuto a scrivere di verità, bellezza, libertà e la cosa a cui credevo di più in assoluto: l’amore.”

È così che conosciamo Christian, con queste sue prime parole. È uno scrittore, un artista, un uomo che crede nell’amore e ci crederà fino alla fine.

Arriva a Parigi per vivere nel cuore pulsante della rivoluzione bohemien, un fenomeno molto particolare, che non ha niente a che fare con la politica, o con un modo specifico di vestirsi, o con un impegno sociale… I bohemiens sono artisti incompresi che si scontrano con una società che non apprezza le loro opere e il loro stile di vita dissoluto. Una vita contro l’omologazione, improvvisata, avventurosa, piena di emozioni forti e di sperimentazioni pericolose. Una vita all’insegna della bellezza, della libertà e, più di ogni altra cosa, dell’amore.

Christian vuole vivere tutto questo e, dopo che un Argentino narcolettico gli piomba letteralmente in casa sfondandogli il soffitto, fa la conoscenza di Henri de Toulouse-Lautrec e della sua sgangherata compagnia teatrale. Inizia così una collaborazione tra i due, che porterà il giovane Christian a conoscere la donna della sua vita, Satine.

Lui scrittore squattrinato incaricato di scrivere uno spettacolo, lei punta di diamante del Moulin Rouge, protagonista del futuro show. Ad ostacolare il loro amore c’è il Duca, colui che finanzia lo spettacolo e a cui sono state promesse in cambio le attenzioni della bella Satine. I due ragazzi sanno di non poter stare insieme nel mondo reale e rischiano di perdersi. Alla fine, fedeli allo spirito bohemien, decidono che l’amore è l’unica cosa che conta e che, comunque vada (Come What May) sono destinati ad amarsi per sempre.

Ma non tutte le storie d’amore hanno un lieto fine, e Satine, malata da tempo, muore, lasciando Christian solo, schiacciato dal dolore. Ma se c’è un insegnamento che il giovane scrittore ha scoperto è che “La cosa più grande che tu possa imparare è amare e lasciarti amare!”. Così decide di non permettere che quel vero amore finalmente conosciuto vada sprecato. Non permettere a se stesso di dimenticare la sua vocazione: vivere una vita che valesse la pena di essere raccontata…

“I giorni sono diventati settimane, le settimane mesi e poi, un giorno come gli altri, sono andato alla mia macchina per scrivere, mi sono seduto, e ho scritto la nostra storia. Una storia che parla di un tempo, di un luogo, di persone, ma soprattutto una storia che parla d’amore. Un amore che vivrà per sempre. Fine.”

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